Fisioterapia, cresce la domanda di cure: a Milano il congresso FNOFI sull’economia della professione
Il 9 e 10 ottobre a Palazzo Lombardia il confronto su sostenibilità, accesso all’assistenza e nuovi modelli di lavoro
Milano, 9 ottobre 2026 – Cresce il bisogno di fisioterapia e, insieme all’aumento della domanda di cure, c’è anche un cambiamento delle modalità con cui queste vengono richieste e offerte. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, l’ingresso di grandi gruppi sanitari nel settore, i nuovi modelli organizzativi e gli investimenti in tecnologia stanno trasformando il mercato e il lavoro dei professionisti che si occupano di salute, con effetti anche sull’accesso e sulla qualità dell’assistenza.
È a queste trasformazioni e alla loro analisi che è dedicato il 4° Congresso nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti (FNOFI), in programma il 9 e 10 ottobre a Milano, all’Auditorium Giovanni Testori di Palazzo Lombardia. Due giornate dedicate a un tema che riguarda da vicino il futuro della professione e la capacità di rispondere ai nuovi bisogni di salute: “Economia della fisioterapia: governare il valore, proteggere la professione”.
Il cambiamento più significativo è quello della popolazione. Secondo gli Indicatori demografici ISTAT 2025, in Italia le persone con almeno 65 anni sono 14,8 milioni, il 25,1% del totale. Il Rapporto annuale ISTAT 2026 indica inoltre che nel 2025 erano 12,8 milioni le persone con almeno due patologie croniche. Oltre 7 milioni presentavano anche limitazioni nelle attività quotidiane: tra gli over 65, la compresenza di queste condizioni riguardava il 35,4%.
Sono bisogni che cambiano anche l’approccio e l’erogazione della fisioterapia. Al recupero funzionale, si affiancano l’attività di prevenzione della perdita di autonomia e funzioni, la gestione della cronicità e l’assistenza continuativa sul territorio. Per una popolazione che vive più a lungo, poter mantenere le proprie capacità significa continuare a muoversi, a svolgere le attività quotidiane e dipendere meno dall’aiuto degli altri. Significa continuare a vivere.
Questa domanda crescente si confronta con un’offerta pubblica, ma anche con un ruolo rilevante dell’assistenza privata. L’organizzazione e l’erogazione dei servizi, con le conseguenti scelte economiche, diventano quindi questioni che riguardano direttamente la possibilità di curarsi e la qualità dei percorsi. È su questo terreno che la FNOFI intende portare il confronto di Milano.
«La popolazione cambia, i panorami anagrafici ed epidemiologici cambiano e la fisioterapia deve quindi rispondere a bisogni diversi, spesso più complessi e prolungati nel tempo — dichiara il presidente FNOFI, Piero Ferrante —. Accompagnare una persona anziana o con più patologie, significa lavorare per conservarne le capacità e l’autonomia, oltre che per recuperare una funzione compromessa. Questo richiede continuità, servizi ben organizzati e condizioni che permettano ai professionisti di svolgere al meglio il proprio lavoro. A Milano, allora, parleremo di economia partendo proprio da qui: dalle cure di cui le persone hanno bisogno e da come renderle il più possibile accessibili e sostenibili. I fisioterapisti devono, quindi, essere capaci di proporsi e di contribuire al miglioramento del Sistema».
Angelo Giovanni Mazzali, Tesoriere FNOFI, Presidente dell’OFI interprovinciale di Milano e Presidente del Congresso, aggiunge: «La fisioterapia si trova oggi davanti a una sfida decisiva: una domanda di salute in continua crescita si confronta con modelli di erogazione sempre più condizionati dalle dinamiche economiche e di mercato Per questo parlare di economia della fisioterapia significa parlare del futuro stesso della professione. Il punto non è sottrarsi al mercato, ma imparare a governarlo, perché sostenibilità economica, qualità delle cure ed etica professionale devono procedere insieme. Dobbiamo evitare che il fisioterapista diventi un semplice erogatore di prestazioni all’interno di modelli pensati e controllati da altri. La crescita economica della fisioterapia deve nascere dal valore professionale, dall’appropriatezza e dalla capacità di rispondere ai reali bisogni di salute delle persone. Questo Congresso vuole contribuire a costruire una professione più consapevole, autorevole e capace di governare il proprio futuro. Perché la fisioterapia deve crescere, ma deve farlo restando saldamente nelle mani dei fisioterapisti».
I temi del congresso affronteranno dunque il rapporto, importantissimo, tra il SSN e tutti gli altri “mondi” fisioterapici, tra valore clinico e sostenibilità economica, l’accesso diretto alla fisioterapia e lo sviluppo della sua erogazione sul territorio. Ci sarà spazio, inoltre, anche alle competenze manageriali e all’indagine nazionale FNOFI sui modelli di lavoro.
Una tavola rotonda riunirà il Presidente FNOFI Piero Ferrante e i Presidenti degli Ordini territoriali, per discutere sul futuro della professione. Nell’ultima sessione, infine, gli aggiornamenti su Cassa previdenziale ed Equo compenso.

