Tribunale di Parma: pubblicata la sentenza di piena assoluzione di una fisioterapista. Una decisione che conferma il valore dell’autonomia professionale e della tutela istituzionale

La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Sanitaria di Fisioterapista (FNOFI) accoglie con grande soddisfazione la sentenza (allegata) con cui il Tribunale di Parma ha assolto con formula piena una Fisioterapista dall’accusa di esercizio abusivo della professione medica, stabilendo che “il fatto non sussiste”.

La pronuncia rappresenta un importante riconoscimento del corretto esercizio della professione sanitaria di Fisioterapista e conferma come l’autonomia professionale, quando esercitata nel rigoroso rispetto dell’ordinamento, costituisca un presidio di sicurezza per i cittadini e per l’intero Sistema sanitario.

Questa vicenda testimonia, ancora una volta, inoltre, il valore della collaborazione tra la Federazione Nazionale e gli Ordini territoriali.

Fin dalle prime fasi del procedimento, infatti, la FNOFI ha messo a disposizione dell’Ordine dei Fisioterapisti di Parma e Piacenza e della collega coinvolta il proprio consulente legale, l’Avv. Salvatore Spitaleri, affinché l’iscritta potesse affrontare il procedimento con il necessario supporto tecnico-giuridico e affinché fossero adeguatamente rappresentati, nelle sedi competenti, i principi che regolano nel nostro Paese l’esercizio della professione sanitaria di Fisioterapista.

Accanto all’Avv. Anna Desiderio, con la consulenza tecnico-professionale della collega Fisioterapista Dott.ssa Lorena Menta, la difesa ha sviluppato quindi un’articolata ricostruzione del quadro normativo e professionale della fisioterapia italiana, dimostrando come l’attività svolta fosse pienamente conforme all’ordinamento vigente.

La sentenza dà ampio conto delle argomentazioni sviluppate nel corso del dibattimento, nelle quali sono stati chiariti la legittimità dell’accesso diretto al fisioterapista, la distinzione tra esame obiettivo fisioterapico ed esame obiettivo medico, la specificità della valutazione e della diagnosi fisioterapica rispetto alla diagnosi clinica medica e il ruolo fondamentale del Fisioterapista nell’individuazione delle condizioni che richiedono il rinvio al Medico attraverso il riconoscimento delle cosiddette “Red flags”.

Si tratta di principi che trovano fondamento nella normativa vigente e nell’evoluzione dell’ordinamento professionale del Fisioterapista, e che il Tribunale ha valutato nel proprio percorso decisionale.

La Federazione desidera esprimere il proprio apprezzamento all’OFI Parma-Piacenza, che ha prontamente coinvolto la FNOFI nella gestione della vicenda, agli Avvocati Salvatore Spitaleri e Anna Desiderio, alla consulente tecnica, la Fisioterapista Dott.ssa Lorena Menta, il cui lavoro preciso e puntuale ha consentito di rappresentare con rigore, competenza e autorevolezza il corretto perimetro delle competenze del Fisioterapista, offrendo al giudice un quadro giuridico e tecnico pienamente aderente all’ordinamento.

Questa esperienza conferma il ruolo che la FNOFI intende continuare a svolgere al fianco degli Ordini territoriali.

Ogni qualvolta siano in discussione i principi fondamentali della professione sanitaria di Fisioterapista, la Federazione sarà presente, mettendo a disposizione le proprie competenze, i propri consulenti e gli strumenti necessari affinché i diritti dei Fisioterapisti siano tutelati e, soprattutto, sia garantita una corretta applicazione delle norme nell’interesse dei cittadini.

L’obiettivo non è soltanto difendere il singolo professionista, ma contribuire alla costruzione di una sempre maggiore certezza del diritto, favorendo una cultura della collaborazione istituzionale, della competenza e del rispetto reciproco tra tutte le professioni sanitarie.

La sentenza del Tribunale di Parma costituisce, in questa prospettiva, un risultato che appartiene all’intera comunità professionale dei Fisioterapisti italiani, perché riafferma che autonomia professionale, responsabilità e sicurezza delle cure sono valori che crescono insieme e che meritano di essere sostenuti con convinzione dalle istituzioni della professione. 

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